DISEGNARE
LA RESISTENZA

Per l’Eterna Libertà: questo è il titolo di una delle opere esposte all’interno di questa mostra virtuale, che vuole rappresentare una delle prime occasioni di valorizzazione del Fondo Ada e Mario De Micheli dell’Università degli Studi di Bergamo. Questa espressione non è semplicemente un titolo, ma una promessa che, all’indomani del 25 aprile 1945, tutti coloro che avevano superato la guerra, resistendo ai suoi drammi e ai suoi soprusi, si erano fatti, silenziosamente e non. Risulta quindi oggi particolarmente significativo rinnovare quella promessa di rifiuto dei soprusi della guerra attraverso questa mostra.

I disegni della Resistenza fanno parte della collezione d’arte del Fondo Ada e Mario De Micheli, che l’ateneo bergamasco conserva dal 2021. Le opere che la compongono raccontano gli interessi e le relazioni del noto critico e intellettuale e di sua moglie, rivelandone l’impegno politico e civile. Il tema della Resistenza è centrale per Mario De Micheli: non è un caso che proprio negli anni Quaranta inizi a scrivere il suo romanzo Uomini sui monti, pubblicato poi nel 1953 e dedicato al racconto di storie della Resistenza italiana nel Nord Italia.

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LA RESISTENZA,
IL FONDO

«I disegni di questa raccolta sono stati eseguiti negli anni della Resistenza o nei primi giorni della Liberazione. Si tratta dunque, nella maggior parte dei casi, di disegni nati nel fuoco della lotta, sotto lo stimolo diretto degli avvenimenti. [...] Questi fogli però, queste testimonianze grafiche assai spesso di una rara concisione espressiva, non sono il risultato improvviso di un atteggiamento venuto alla luce soltanto nel duro periodo dell’occupazione tedesca e della guerra civile. Sono invece il risultato di tutta una storia precedente: una storia fatta di opposizione alla cultura ufficiale e di rifiuto al conformismo politico» (Mario De Micheli, Disegni della Resistenza 1941-1945, 1986).

QUANDO LO VIDI
ERA GIÀ MORTO

I corpi delle vittime diventano tracce mute di ciò che è accaduto. Lo sguardo di chi arriva dopo, di chi riconosce, di chi resta. Le immagini diventano così strumenti di memoria e testimonianza.

E COME POTEVAMO
NOI CANTARE?

Le esecuzioni pubbliche e le rappresaglie furono tra le forme più brutali di intimidazione durante la guerra. I corpi impiccati, esposti negli spazi pubblici, erano pensati come monito e strumento di terrore.

IL VOLTO
DELLA VIOLENZA

Attraverso ritratti e scene legate ai protagonisti della violenza, gerarchi, ufficiali e militari, le immagini mostrano il volto del comando e della repressione. Il titolo invita a riflettere sulle dinamiche del potere durante la guerra

IL VUOTO
CHE CI ASPETTA

L’esecuzione sommaria. Il titolo allude al vuoto dell’istante finale, al silenzio che precede lo sparo e all’assenza che rimane dopo. Attraverso segni essenziali le opere fissano la tensione degli ultimi momenti.

NESSUNO
VUOLE VEDERE

Figure chiuse nello spazio della prigionia raccontano la sospensione del tempo, la fragilità e la resistenza.

PER
L'ETERNA LIBERTÀ

I segni restituiscono il volto umano della lotta di giovani, uomini e donne, uniti dalla scelta di resistere all’oppressione. Una libertà che non appartiene solo al loro presente ma anche alle generazioni future.