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EUGENIO TOMIOLO
PRIGIONIERO

1943
Inchiostro su carta
cm 21,9 x 26,7
Eugenio Tomiolo (1911 - 2003) ha vissuto una vita avventurosa sin dall’infanzia. Fuggito da bambino lungo l'Adige per scampare al fascismo, si unì alla Resistenza. Artista bohémien tra Roma e Milano, visse in povertà, anteponendo sempre la passione per la pittura e la poesia al profitto.

L’artista, inquadrato come cartografo per la sua abilità tecnica, riuscì a sfruttare le sue doti per fuggire da un carro piombato (dov’era tenuto prigioniero, destinato ai lager) e scegliere la via della montagna come partigiano. «La sua giovinezza, come purtroppo per altri suoi coetanei, è segnata da ben undici anni di “servizio alla patria” impegnato in vari fronti di guerra. Di quelle atrocità, viste e subite, a lui è “toccato” il compito del narratore». (Pilade Riello, Eugenio Tomiolo, 1967).

Il disegno rappresenta una scena con una figura maschile sdraiata all’interno di una prigione. L'artista non usa sfumature o velature, ma utilizza solamente la linea per definire volumi e spazi. La rigidità del corpo umano comunica immediatamente uno stato di morte o di totale abbandono. Il contorno della figura e degli arredi è discontinuo, trasmettendo un senso di fragilità e precarietà. L'unico punto di oscurità è la macchia sulla porta a sinistra: questo contrasto attira l'occhio e suggerisce un elemento inquietante.