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AGENORE FABBRI
TORTURATO

1944 Inchiostro di china su carta
cm 31,3 x 18,4
Il disegno raffigura un corpo maschile nudo appeso per gli arti superiori a una corda. Il viso dell’uomo esprime sofferenza. L’opera si concentra esclusivamente sulla figura umana, isolandola in uno spazio vuoto che ne amplifica il tormento. La verticalità della composizione sottolinea la gravità del corpo sospeso. Il tratto è intenso, caratterizzato da un tratteggio fitto che modella la muscolatura contratta e i volumi del corpo. L’artista insiste sui dettagli anatomici (le costole prominenti, i tendini delle braccia, l'espressione di dolore sul volto) per trasmettere la sensazione fisica della tortura o dell'agonia.

In merito a Fabbri, De Micheli ricorda che: «l’arte deve dare al mondo il vero volto dell’uomo. Questa è la materia completamente nuova, è il nuovo discorso che emoziona l’artista, è la scoperta ch’egli deve intraprendere» (Mario De Micheli, Fabbri, 1972).