← Torna

QUINTO MARTINI
RAPPRESAGLIA

1944
Inchiostro di china acquarellato su carta
cm 23,2 x 18
Quinto Martini (1908 - 1990), figlio di contadini e autodidatta, fu scoperto da Ardengo Soffici, che lo introdusse all'arte europea e al gruppo de “Il Selvaggio”. Fondamentale fu il servizio di leva a Torino (1928 - 1929), dove frequentò l'ambiente antifascista, aprendosi a una cultura figurativa internazionale in contrasto con il regime. Tornato in Toscana, si affermò come scultore. La sua arte, maturata tra influenze piemontesi e radici rurali, fonde una moderna sensibilità civile con un linguaggio plastico essenziale e vigoroso. L’artista «durante la lotta di liberazione ha eseguito numerosi disegni sul tema della Resistenza, che si distinguono per l'immediatezza dell'espressione». (Mario De Micheli, Disegni della Resistenza 1941-1945, 1986).

In questa composizione l’artista sceglie una struttura verticale e asimmetrica, costruita su un forte contrasto tra la rigidità di una scala e l'abbandono di un corpo senza vita. Sulla sinistra domina una scala a pioli, resa con tratti decisi, mentre al centro, la figura di un uomo impiccato, con le mani legate dietro la schiena, appare sospesa nel vuoto.