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AMPELIO TETTAMANTI
Gappisti di sentinella
alla fabbrica

1944
Tecnica mista su carta, cm 28 x 38,3
Pittore lombardo di estrazione operaia, Ampelio Tettamanti (1914 - 1961) legò indissolubilmente la sua arte alla militanza nel PCI e all'esperienza della Resistenza, che influenzò radicalmente il suo linguaggio pittorico. Attivo disegnatore per “L’Unità” e i giornali murali, si distinse come figura di spicco dell’arte engagé, partecipando a tre edizioni della Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. Nel dopoguerra è stato animatore del gruppo milanese “15 Borgonuovo”, dedicandosi a una pittura di forte impegno sociale e realismo civile. Il suo stile si rinnova dopo un viaggio ufficiale in Cina nel 1956, facendosi più rapido, corposo e dilatato nelle forme. Negli ultimi anni si allontana dal Realismo politico per approdare a un naturalismo fantastico e intricato, anticipando tematiche vicine all’Informale.

Il disegno raffigura due gappisti armati, membri dei Gruppi di Azione Patriottica, che osservano una fabbrica. Qui la pennellata è molto più fluida. L’artista utilizza ampie campiture di acquerello composto da inchiostro diluito per creare le silhouette scure dei gappisti e le strutture della fabbrica. Le figure umane sono quasi completamente nere, stagliate contro un cielo color ocra, enfatizzando l’anonimato dei combattenti clandestini. I GAP erano unità della Resistenza che operavano nelle città; qui sono rappresentati a guardia di un sito industriale. Lo sfondo è dominato da ciminiere e strutture metalliche, simboli della periferia industriale che è stata il cuore pulsante della lotta partigiana urbana.

«E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città…» (Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny, 1968).