ALDO CARPI
Passa la zuppa
al Revier Gusen I°
Aldo Carpi (1886 - 1973), milanese di nascita, studia presso l'Accademia di Brera, allievo di Cesare Tallone, compagno di corso di Achille Funi, Emilio Gola e Carlo Carrà. Nel 1912, dopo un esordio alla Permanente e alle mostre di Brera, partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1920 entra, non attivamente, tra le file del gruppo Novecento e nel 1927 esegue il lavoro per le vetrate del Duomo di Milano. Con l'avvento della guerra viene fatto prigioniero nei campi di concentramento: prima a Mauthausen, poi a Gusen I. L’artista riesce a documentare la vita e la morte nei lager nazisti con una serie di schizzi e con un diario personale. L’intero periodo di reclusione nel lager è infatti testimoniato nel celebre Diario di Gusen, pubblicato solo nel 1971 (con saggio introduttivo di Mario De Micheli).
Il disegno Passa la zuppa al Revier Gusen I è una testimonianza visiva scarna e brutale della deportazione di Carpi nei lager. L’autore rappresenta una figura maschile all’interno del campo di concentramento che guarda verso l’osservatore. L’artista trasforma il ricordo in un segno grafico ossessivo: le linee che compongono il reticolato sullo sfondo creano una gabbia visiva, oltre che effettiva. Al centro della composizione, l’immagine del detenuto appare priva di consistenza vitale.
Il disegno Passa la zuppa al Revier Gusen I è una testimonianza visiva scarna e brutale della deportazione di Carpi nei lager. L’autore rappresenta una figura maschile all’interno del campo di concentramento che guarda verso l’osservatore. L’artista trasforma il ricordo in un segno grafico ossessivo: le linee che compongono il reticolato sullo sfondo creano una gabbia visiva, oltre che effettiva. Al centro della composizione, l’immagine del detenuto appare priva di consistenza vitale.