giuseppe mazzullo
La vittima
Scultore messinese diplomato a Perugia, Giuseppe Mazzullo (1913 - 1988) fu un protagonista del Novecento, presente in numerose Biennali di Venezia e Quadriennali di Roma. Durante l'occupazione nazista, la sua casa romana divenne un centro nevralgico per intellettuali come Renato Guttuso e Giuseppe Ungaretti, riflettendo il suo impegno civile e culturale. Celebre per la lavorazione diretta di pietre laviche e fluviali, concluse la carriera in Sicilia realizzando opere monumentali che fondono natura e maestria tecnica.
L’impegno di Mazzullo negli anni della guerra è riconosciuto in quanto «durante l'occupazione nazista e nel dopoguerra, la sua casa di Via Sabazio fu un luogo d'incontro per artisti ed intellettuali»
(da: www.capitoliumart.com/it/artista/mazzullo-giuseppe-1913-1998/xar-5287, data di ultima consultazione: 9 marzo 2026).
Il disegno è uno studio di fucilazione (come riportato sul retro). La figura è un corpo nudo e contorto, raffigurato senza vita con la testa gettata all’indietro. Il corpo viene spogliato di ogni dettaglio naturalistico per diventare simbolo di sofferenza e tensione. L’autore ha creato un’immagine dove la figura e lo spazio si fondono in un insieme di linee nervose per concentrarsi sulla potenza espressiva del segno.
L’impegno di Mazzullo negli anni della guerra è riconosciuto in quanto «durante l'occupazione nazista e nel dopoguerra, la sua casa di Via Sabazio fu un luogo d'incontro per artisti ed intellettuali»
(da: www.capitoliumart.com/it/artista/mazzullo-giuseppe-1913-1998/xar-5287, data di ultima consultazione: 9 marzo 2026).
Il disegno è uno studio di fucilazione (come riportato sul retro). La figura è un corpo nudo e contorto, raffigurato senza vita con la testa gettata all’indietro. Il corpo viene spogliato di ogni dettaglio naturalistico per diventare simbolo di sofferenza e tensione. L’autore ha creato un’immagine dove la figura e lo spazio si fondono in un insieme di linee nervose per concentrarsi sulla potenza espressiva del segno.