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ALFREDO MANTICA
Eccidio

1944
Tecnica mista su carta
cm 30,6 x 45,3
Alfredo Mantica (1903 - 1996), milanese di Senago, artista autodidatta, si diploma all'Istituto Statale d’Arte Paolo Toschi di Parma. Nel capoluogo lombardo è vicino a “Corrente”, partecipando alla prima mostra del gruppo. Il realismo della sua pittura arriva a piena definizione negli anni Cinquanta, consacrato dalla vittoria del Premio Lissone nel 1953. Espone le sue opere alla galleria Bergamini di Milano nel 1954 e 1955, e nel 1957 partecipa alla Biennale nazionale di Milano.

Il disegno raffigura una massa indistinta di corpi sulla quale spicca un soggetto maschile nudo, in piedi e con le braccia aperte. La postura della figura centrale e le pennellate richiamano l’iconografia del Cristo in croce. L’opera si distingue per un linguaggio visivo di straordinaria intensità drammatica, dove la tecnica e l'iconografia si fondono in un grido di denuncia civile. L’immagine è dominata dal chiaroscuro. Il tratto è rapido, assimilabile al violento, tipico di una realizzazione “dal vero” o dettata dall’urgenza emotiva del momento storico. Le linee sono essenziali, quasi scarnificate, prive di decorativismo. Le braccia spalancate verso l’alto formano una linea a “Y” che trasfigura il dolore umano in una dimensione sacrale, evocando il sacrificio cristologico.

«A tutto si può prendere un uomo tranne una cosa: l'ultima delle libertà umane – scegliere il proprio atteggiamento in ogni circostanza, scegliere la propria strada» (Viktor Frankl, L'uomo in cerca di senso, 2017).