GIOVANNI PAGANIN
Episodio di guerra
a Milano
Giovanni Paganin (1913 - 1997) si unisce al gruppo di “Corrente” a Milano, affermandosi nel 1946 tra i firmatari del manifesto neorealista Oltre Guernica. Dopo aver contratto una grave malattia sul fronte albanese, si ritira ad Asiago dove produce intense sculture in legno. Rientrato a Milano nel 1952, affianca alla costante attività espositiva in Biennali e Quadriennali una lunga carriera didattica tra l'Accademia di Brera e il Liceo Artistico. Paganin è l’artista più rappresentato nella collezione; la maggior parte delle sue opere sarà visibile nelle sezioni successive.
Il disegno traccia la scena di un episodio di guerra nella città di Milano, di cui sullo sfondo sono visibili degli edifici. Spicca la figura del soldato nell’atto di sparare sulla folla, mentre le vittime sono rappresentate come un ammasso di corpi a terra o in procinto di accasciarsi doloranti. L’artista utilizza un tratto largo e morbido, pittorico, che privilegia la massa e il movimento rispetto alla precisione del contorno. Le sfumature creano un forte effetto di chiaroscuro che modella l’anatomia muscolare dei personaggi. In primo piano si stagliano figure maschili colte in atteggiamenti di sforzo o lotta; sulla destra, una figura sembra sollevare le braccia in un gesto di disperazione o resa. Non c’è spazio per il dettaglio decorativo: ogni segno è funzionale a descrivere la tensione dei muscoli e la drammaticità dell’evento.
Il disegno traccia la scena di un episodio di guerra nella città di Milano, di cui sullo sfondo sono visibili degli edifici. Spicca la figura del soldato nell’atto di sparare sulla folla, mentre le vittime sono rappresentate come un ammasso di corpi a terra o in procinto di accasciarsi doloranti. L’artista utilizza un tratto largo e morbido, pittorico, che privilegia la massa e il movimento rispetto alla precisione del contorno. Le sfumature creano un forte effetto di chiaroscuro che modella l’anatomia muscolare dei personaggi. In primo piano si stagliano figure maschili colte in atteggiamenti di sforzo o lotta; sulla destra, una figura sembra sollevare le braccia in un gesto di disperazione o resa. Non c’è spazio per il dettaglio decorativo: ogni segno è funzionale a descrivere la tensione dei muscoli e la drammaticità dell’evento.