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TONO ZANCANARO
GIBBONE

s.d. [1937-1947]
Inchiostro di china su carta
cm 23,7 x 32,2
Antonio Zancanaro (1906 - 1985) è stato un pittore e incisore italiano. Si è avvicinato alla pittura negli anni Trenta, grazie alla frequentazione di Ottone Rosai. Antifascista impegnato, ha frequentato molti personaggi del mondo universitario padovano e della cultura internazionale. Ha raggiunto la sua prima consacrazione con una grande personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1972, affermando uno stile personale fuori da schemi e tendenze.

L’opera appartiene a un ciclo di disegni sul Gibbo. «Gibbo significa gobbo, cioè deforme. Chi più deforme di Mussolini? Cosi la gibbosità del “duce”, di natura morale, psicologica, intellettuale, nei disegni di Zancanaro diventa un motivo d'invenzione grafica. Il Gibbo si trasforma in personaggio plurimo, mammelluto e naticuto, protagonista tronfio, politico-erotico, di una vicenda dissennata». (Mario De Micheli, Disegni della Resistenza 1941-1945, 1986).

Lo stile del disegno si sposta verso un surrealismo grottesco e caricaturale, caratterizzato da un segno pulito e un’ironia pungente. Qui domina la linea pura e continua, senza macchie di colore o campiture nere. Il volume delle figure è suggerito esclusivamente dalla curvatura della linea. I corpi sono deformati in modo grottesco: così, la figura a sinistra indossa una corona e siede su un trono, ma la sua maestosità è ridicolizzata dalla nudità e dalle forme esagerate. Lo sfondo è popolato da lune falcate, stelline, ombrellini decorativi e piccole figure.