Ada e Mario De Micheli
Nato a Genova nel 1914, Mario De Micheli approda a Milano alla fine degli anni Trenta. Il trasferimento nel capoluogo lombardo per studiare all’Università Cattolica segna una svolta decisiva: qui, nel 1938, si laurea con una tesi sulla poesia surrealista e incontra Ada Tommasi, sua futura moglie e compagna di una vita, nata a Poggio Rusco (Mantova) nel 1916. Mario aderisce al gruppo di “Corrente”, immergendosi nel fervore culturale antifascista che sfocerà nella militanza attiva durante la Resistenza.
I due si sposano nel 1941 e poco dopo, si rifugiano a Sormano (Como) ospiti della famiglia di Giovanni Testori. Nello stesso periodo aprono una scuola privata per garantire l’istruzione ai figli degli sfollati e grazie ai contatti con il parroco Don Carlo Banfi aiutando diversi ebrei a nascondersi e fuggire in Svizzera. Nel luglio del 1944 vengono scoperti e Mario rischia la fucilazione a causa della loro attività sovversiva. Contribuisce a ciò il ritrovamento di una traduzione della Marcia Trionfale di T. S. Eliot (nella quale compare un elenco di armi), ma sarà proprio la prontezza di Ada, che nascondeva addosso documenti ben più compromettenti, a riuscire a scagionarlo.
Con la Liberazione, l'impegno politico porta i coniugi in Jugoslavia per insegnare alle minoranze italiane, ma l’esperienza si trasforma in dramma quando Mario viene arrestato dalla polizia politica locale con l'accusa di complotto, e Ada viene privata dall’insegnamento. Dopo tre mesi di prigionia e dure privazioni, i coniugi e i figli Anna (1942) e Gioxe (1947) riescono avventurosamente a rientrare a Milano nel 1949, nascosti in un camion.
La riflessione sul tema della Resistenza permane nel corso degli anni, manifestandosi nella pubblicazione di Uomini sui monti (1953) di Mario De Micheli, cronaca del movimento partigiano nel Comasco Lecchese e nella Valtellina dal settembre 1943 all’aprile 1945. Nella nota dell’autore, Mario dichiara di aver scritto il libro nel 1947 (p. 5).
L’attività intellettuale di Mario De Micheli si delinea con il 1946, anno che segna un momento importante con la pubblicazione di Realismo e Poesia. Scritto nel 1944 e circolato in piena clandestinità antifascista: il saggio diventa il manifesto teorico per un’intera generazione: in particolare, l’arte di Picasso e Guernica diventano un modello per riportare l’arte ai valori umani e morali.
Il ruolo di interprete e critico di Mario De Micheli trova la sua massima espressione nel volume Le avanguardie artistiche del Novecento (1959). Qui l’autore rilegge la storia dell'arte moderna, individuando in maestri come Van Gogh o Ensor le vittime di una crisi di valori borghesi che ha costretto gli artisti all'alienazione, indicando ancora una volta in Picasso l'unica via d'uscita per conciliare contenuto e forma, avanguardia e storia.
Dagli anni Cinquanta, Ada svolge un’intensa attività didattica e divulgativa, insegnando presso la scuola Civica Manzoni di Milano e collaborando con le trasmissioni televisive Passatempo (1960) e La valigia delle vacanze (1962). Il suo impegno si riflette anche in ambito editoriale: nel 1973, infatti, cura l’edizione scolastica di Diario di Gusen di Aldo Carpi, occupandosi della presentazione e delle note, mirando a consolidare e trasmettere la memoria storica nel percorso educativo dei giovani studenti. Successivamente, nel 1982, Ada pubblica una raccolta di racconti partigiani dal titolo Armando racconta.
Dagli anni Sessanta, Mario è una figura membro di importanti comitati (Accademia di Carrara, Accademia di San Luca, Associazione Amici di Arturo Martini, Centro Marino Marini di Pistoia, Fondazione Corrente di Milano), pur restando attivo come critico e curatore di grandi retrospettive internazionali. Nel 1965 cura la mostra Arte e Resistenza in Europa, organizzata presso il Museo Civico Archeologico di Bologna e nel 1970 Arte Contro. Dal realismo alla contestazione presso la Galleria comunale d’arte contemporanea di Arezzo.
All’inizio degli anni Settanta, Mario consolida il suo ruolo di storico dell’arte militante anche attraverso la docenza presso il Politecnico di Milano dove trasforma la didattica in spazi di confronto civile utile a fornire agli studenti una consapevolezza storica del presente.
Nella seconda metà del XX secolo, le azioni di resistenza di Mario e Ada sono state riconosciute a livello nazionale e internazionale. In particolare, nel 1955, l’Associazione Israeliti Italiani ha riconosciuto una medaglia d’oro a Ada Tommasi De Micheli per l’aiuto a favore della comunità ebraica; successivamente, nel 1982, l’istituto Yad Vashem ha ufficialmente annoverato entrambi i coniugi tra i Giusti tra le Nazioni.
La loro lunga parabola di militanza culturale si conclude con un atto di generosità civile: la donazione, decisa insieme a Ada nel 1984, di grossa parte del patrimonio librario, di una parte della collezione dei disegni e di una parte dell’archivio di Mario alla città di Trezzo sull’Adda, a cui i due coniugi resteranno legati fino alla loro scomparsa avvenuta rispettivamente nel 2004 (Mario) e nel 2006 (Ada). La restante parte del Fondo Ada e Mario De Micheli è stata donata dagli eredi, Anna e Gioxe, all’Università degli studi di Bergamo nel 2021.