E COME POTEVAMO
NOI CANTARE

Le esecuzioni pubbliche e le rappresaglie furono tra le forme più brutali di intimidazione durante la guerra. I corpi impiccati, esposti negli spazi pubblici, erano pensati come monito e strumento di terrore.

GIUSEPPE MOTTI
E COME POTEVAMO
NOI CANTARE

1945
Inchiostro e tempera su carta
cm 38,7 x 27,9

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QUINTO MARTINI
RAPPRESAGLIA

1944
Inchiostro di china acquarellato su carta
cm 23,2 x 18

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AGENORE FABBRI
Impiccati

1945
Inchiostro di china su carta
cm 33,1 x 20,3

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QUINTO MARTINI
Impiccato

1944
Inchiostro di china acquarellata su carta
cm 34,9 x 24,9

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AGENORE FABBRI
Torturato

1945
Inchiostro china su carta
cm 31,3 x 18,4

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FRANCO ROGNONI
Vittima e carnefice

1943
Inchiostro china acquarellata su carta
cm 28 x 22

LA RESISTENZA,
IL FONDO

La Collezione, custodita presso Palazzo Bassi Rathgeb dal Settore Musei, Archivi e Biblioteche del nostro Ateneo, costituisce la proiezione visiva dell’attività critica di Mario De Micheli, traducendo in immagini decenni di militanza culturale. Questo imponente corpus si articola in circa 378 dipintib e 93 sculture, integrate da un’ampia sezione grafica che conta circa 326 disegni e 132 plichi di opere su carta. Attraverso le firme di protagonisti come Renato Guttuso, Ampelio Tettamanti, Aldo Carpi, Giovanni Paganin, Pippo Pozzi, Pino Ponti, Aligi Sassu, Franco Francese e altri, la raccolta celebra un’arte figurativa che non rinuncia mai al confronto con la realtà e con l’impegno civile. – Continua

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